Il posto è quello giusto. Scendo dall'auto e noto subito l'insegna luminiscente del bar: "La Raffica". Secondo le indicazioni del mio informatore questo è il covo dove i membri della famigerata Setta del Calciomercato si ritrovano per scambiarsi news e informazioni segretissime. Gli incontri avvengono durante la notte per tenere alla larga occhi e orecchie troppo indiscrete. Il mio orologio segna mezzanotte e dieci: mi faccio coraggio e varco la soglia all'ingresso, pur sapendo che coloro che entrano non sempre ne escono in condizioni da poterlo raccontare in giro.

Una serie infinita di scale mi porta al salone principale: sembra ci siano tutti. O quasi. All'angolo, seduto al tavolo da solo con un enorme boccale di birra in mano c'è Paolo Barbetta. Mi scruta con uno sguardo serissimo mentre continua a gustarsi la sua bionda che gli gocciola sulla barba rada e poco curata. Al bancone Carlo Larosea ordina "lo stesso rosato di Toscana". A un altro tavolo Manuele Nebulini e Massimiliano Baiocconi sembrano indaffarati in una discussione alquanto accesa. Provo ad avvicinarmi senza insospettirli ma capisco solo "milioni", "non è ancora fatta", "Aubameyang". Nessuna traccia di Goffredo Lapeddu: Alessandro Malanno e Yena, i due soci e gestori del locale, mi dicono che non lo vedono da giorni: "Stavolta andava dietro a qualcosa più grande di lui...". Pare stesse indagando su un rinato interesse dell'Inter per Imbula.

I due si voltano dicendomi di seguirli senza fare domande e in silenzio. Alla fine di un lungo corridoio arriviamo a un'altra sala. Entrando scorgo la sagoma di un uomo seduto su una poltrona avvolta dalla penombra. Mi fa segno di sedermi sulla sedia di fronte a lui, mentre alle mie spalle Malanno e Yena escono facendo un gesto di ossequio verso il loro capo. La luce della lampada a olio finalmente tocca il suo volto: è proprio lui, Pierluca Sesterzio, il leader misterioso della Setta del Calciomercato. "Facciamo in fretta", mi conferma leggendo nei miei occhi la sorpresa.

Pierluca, cosa dobbiamo attenderci dal mercato dell'Inter?
"L'Inter farà ancora un difensore".

"Farà" in che senso? Arriverà a titolo definitivo, in prestito, vogliono venderne uno...
"Farà nel senso che farà. Di fatto mancano le firme ma possiamo dire che è un'operazione fatta e finita. E poi c'è Quagliarella".

Quagliarella?
"L'Inter si è informata per Quagliarella. Lo terrebbe in prestito per due anni alla Samp per fargli fare le ossa e ambientarsi nel nostro campionato, poi entrerebbe di fatto in nerazzurro".

Quagliarella ha 34 anni...
"Uno più uno meno, ma l'Inter sta provando da tempo a chiudere. Questa può essere la volta buona".

Forse volevi parlare di Schick?
"Schick è di fatto un giocatore della Roma: 5 milioni di euro alla Samp per il prestito con diritto di recompra e bonus salendo a 40 milioni nel caso in cui la squadra giallorossa si qualifichi alla Coppa delle Coppe e Schick diventi il capocannoniere della Liga".

Sei proprio sicuro di questi "bonus"?
"Ho avuto la conferma dal presidente Ferrero".

Altri colpi? Chiudiamo con una raffica?
"La Roma si è fiondata su Nicholas Schock, 21enne greco di madre macedone e padre normanno in forza all'Apoel Limassol, su indicazione di Di Francesco che vorrebbe allenare la coppia del gol Schick e Schock. Spalletti è già a rischio perché sul 3-1 per l'Inter non ha fatto entrare Totti. C'è la questione capitano al Milan: per accontentare tutti Montella ha escogitato una caccia al tesoro con la fascia, chi la trova per primo la ottiene a tempo indeterminato (fuori concorso Montolivo che rimarrà vice). Cassano ascolta proposte per giocare ancora un anno, ma il centro d'allenamento non deve essere troppo distante dal McDonald's".

Grazie del tuo tempo e arrivederci.

Non faccio in tempo a salutare che in quel momento Sesterzio riceve un sms e si appresta a leggerlo, intanto Malanno e Yena sono rientrati e mi accompagnano subito all'uscita. "Le firme nella notte", sbiascica Larosea dal bancone, mentre le porte de "La Raffica" si chiudono dietro di me.

Sezione: Il Calcio parallelo / Data: / articolo letto 38207 volte
Autore: Daniele Alfieri / Twitter: @DaniAlfieri