Nuovo ribaltone sulla panchina dell'Inter. A poco meno di tre mesi dall'arrivo di Frank de Boer, chiamato per prendere il posto di Mancini dopo il divorzio forzato dello scorso agosto, la società nerazzurra opta per l'ennesimo cambio al timone della squadra. Via l'olandese dopo un inizio di stagione drammatico fra risultati scadenti in campo e con l'italiano, al suo posto sembra essere in arrivo l'ex tecnico della Lazio Stefano Pioli. Per le ultimissime abbiamo contattato l'esperto di mercato Goffredo Lapeddu, che ci ha svelato i retroscena sull'esonero di De Boer e la scelta del nuovo mister:

De Boer esonerato, fatale la sconfitta contro la Samp o decisione già presa nell'ultimo periodo?
"La scelta di esonerarlo era già stata presa il 10 agosto".

Il 10 agosto vorrebbe dire un giorno dopo il suo arrivo. Intende forse ottobre?
"No, proprio il 10 agosto. La società non era soddisfatta dei metodi di lavoro dell'olandese, che non era riuscito a entrare in sintonia con la squadra".

Guardi che aveva avuto appena il tempo di far svolgere un allenamento. E poi non poteva già conoscere i suoi giocatori.
"Sta mettendo in dubbio le mie fonti?".

Non mi permetterei mai... Adesso arriva Pioli.
"Sì, ma fa da traghettatore. Poi torna De Boer".

De Boer? Ma l'hanno appena esonerato!
"Pure Pioli è stato esonerato, anche se non ufficialmente. Suning aspetta il prossimo passo falso per riprendere l'olandese".

Sarebbe anche il primo passo falso, visto che Pioli deve ancora firmare.
"Il progetto è quello di affidare la squadra a un tecnico straniero con un'idea di calcio moderna ed europea".

Questo lo si diceva anche ad agosto. Allora perché mandare via De Boer e prendere Pioli?
"Perché l'esonero era stato già deciso da tre mesi e non si poteva più cambiare. Troppo forte l'influenza del clan argentino".

Cosa c'entra adesso il clan argentino?
"C'entra perché Zanetti avrebbe voluto Bielsa con Cambiasso come secondo allenatore. Moratti invece spingeva per Leonardo, mentre Suning avrebbe voluto Villas-Boas. Alla fine Ausilio ha chiesto il parere a Bedy che ha detto che Pioli è un bell'uomo".

E questo lo chiama progetto?
"L'Inter già da tre stagioni costruisce la squadra intorno ai desideri di Pioli. Se lo hanno preso solo oggi è perché hanno voluto dargli il tempo di imparare la lingua e adattarsi al campionato italiano".

Guardi che Pioli è italiano e allena già da diversi anni in Serie A.
"Siamo tutti italiani, ma poi non perdiamo occasione per gettare fango sul nostro Paese".

Non riesco più a seguirla. Vuole svelarci qualcos'altro prima di salutarci?
"De Boer è l'allenatore che l'Inter merita, ma non quello di cui ha bisogno adesso".

Sezione: Il Calcio parallelo / Data: / articolo letto 10737 volte
Autore: Daniele Alfieri / Twitter: @DaniAlfieri