Indicato da diverse parti come nome di spicco per ricoprire un posto nella nuova dirigenza interista voluta da Zhang Jindong, Leonardo non si nasconde e apre alla possibilità di tornare a casa base, lui che in nerazzurro ci è già stato da tecnico. Ecco le parole rilasciate da Leo ai microfoni della Gazzetta dello Sport:  

La nuova Inter cinese: 

"Molto dipenderà dalle forma usata per il cambiamento. E per forma intendo la comunicazione, il progetto, lo staff, tutto. Il calcio adesso segue un linguaggio nuovo, però alla fine i tifosi vogliono vincere e se il nuovo proprietario porta risultati l’atteggiamento cambia. Penso al Paris Saint Germain: anche lì i tifosi erano diffidenti, ma la proprietà qatariota ha saputo toccare i loro cuori. E non soltanto spendendo soldi".

Italia non ancora pronta ai capitali esteri
"E’ vero ed è fisiologico aspettarsi un periodo di instabilità all’inizio, ma il calcio ormai è un’industria, non si può uscire da questo, e la Juve ancora in mano alla famiglia Agnelli da 93 anni è un caso unico. Bellissimo, ma unico. Io credo che Massimo Moratti abbia dimostrato un grande coraggio e anche una leggerezza bella, quasi filosofica. Cedendo il club si è privato di una parte della sua storia, di tanti bagagli. Ha avuto coraggio". 

Possibile ruolo come consulente di un gruppo cinese

"Io non mi pongo limiti. Sono adattabile, ho fatto tante esperienze che fanno parte di me e del mio modo di interpretare molti ruoli. Non credo che aver ricoperto cariche diverse possa essere considerato un limite". 

Futuro da allenatore 
"
Potrei essere un allenatore con esperienza dirigenziale e un dirigente che capisce quel che succede in campo. Perché una cosa è chiara: senza squadra non c’è business. E’ questa la particolarità che tutti gli investitori che arrivano in Europa devono tenere in considerazione. E se dall’Oriente o dagli Stati Uniti vogliono venire in Europa un motivo c’è: questo è il centro dello spettacolo".

Ritorno al Psg
"Con il Psg e i suoi proprietari ho un rapporto bellissimo, c’è un sentimento forte che resterà sempre".

Futuro a Milano 
"Non mi precludo nessuna possibilità, mi sento pronto per rientrare. Lo dico in generale, perché sono stato fermo tanto tempo. E’ ora di ricominciare. A club grandi come Inter e Milan basterà poco per tornare al top. Intanto io il giorno della finale sono rimasto a casa: pensare al passato e vedere la Spagna che domina a San Siro mi faceva effetto. Ma sono sicuro che la risalita sarà veloce. E se l’Inter si mette in casa un gruppo così importante, vuol dire che il progetto è forte. E senza un architetto che lo segua anche nelle difficoltà quotidiane, mandare avanti un’azienda di calcio è impossibile". 

 

 

Sezione: Focus / Data: Mar 07 giugno 2016 alle 08:30
Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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Mattia Zangari
autore
Giornalista pubblicista che, da quando ha cominciato a lavorare per FcInterNews.it, è convinto che chi sa solo di Inter non sa niente di Inter. Per anni voce del calcio giovanile, oggi concentrato sulla prima squadra per ragioni di anzianità.