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EDITORIALE

Ti chiamavano Fenomeno...

17.04.2012 00:01 di Guglielmo Cannavale  articolo letto 9776 volte

Chissà per quanto tempo ancora sentiremo parlare di lui e delle sue dichiarazioni. Luiz Nazario de Lima è considerato uno dei giocatori più forti del decennio scorso, uno dei più forti del nuovo millennio. E' anche giusto, quindi, che parli spesso a radio, tv e giornali. L'ultima occasione è stata una lunga intervista concessa al sito della FIFA, in cui afferma che i suoi ricordi migliori sono associati al Real Madrid.

A ogni frase, a ogni parola che esce dalla bocca di Ronaldo, cade sempre di più un mito che è già infranto da tempo. Il Ronaldo interista è morto nel luglio 2002, quando è andato al Real Madrid, segnando un'epoca. Era finita l'Inter di Ronaldo. Ronaldo è morto due volte, perché nel 2007 ecco il passaggio al Milan. Una carriera contorta, in cui si è dimostrato un grande calciatore ma un piccolo uomo. 

Ora bisogna cercare di isolare nella memoria il Ronaldo a tinte nerazzurre, quel campione che ha fatto innamorare tanti bambini e sognare migliaia di tifosi. Non è un compito facile, perché a pensare a Ronaldo vengono in mente il suo faccione di adesso, le sue parole scomode e quel gol a Julio Cesar nel derby. Le magie, i gol e i dribbling con la maglia dell'Inter si stanno cancellando anno dopo anno. E questo è un peccato. Perché il Fenomeno rimane uno dei giocatori, sul campo, più forti della storia dell'Inter, se non il più forte. E anche uno di quelli che, con i suoi tragici infortuni, che ha commosso di più il popolo nerazzurro.

Ora, a leggere che i suoi ricordi più belli sono legati al Real Madrid, ci viene quasi da ridere. Poi aggiunge: "Ero un fan della squadra e della città di Milano". No, caro Ronie. Un tifoso non può tradire così la maglia, passando prima al Real Madrid e poi addirittura al Milan. Quel Milan che ora Ronaldo considera alla pari dell'Inter come importanza nella sua carriera, tanto da essere indeciso su chi tifare nel derby scorso. Quel Milan, insomma, che l'ha abbandonato dopo l'ennesimo infortunio, di fronte a l'Inter che l'ha sempre curato e aspettato. Ora basta parole, per piacere. Il mito è già rovinato abbastanza.


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