Eviterò ovviamente di dar spazio a simpatie verso certi colori, antipatie verso altri (che per me non esistono) e qualsiasi 'giochetto' rivolto al 'tirare a indovinare'. Non è questo il mestiere del giornalista e mai lo sarà (altrimenti bisognerebbe ritirare il tesserino di coloro i quali si fanno influenzare da questi aspetti), bensì quello di analizzare momento, prospettive, pregi e difetti delle big che si contenderanno il titolo (in riferimento, ovviamente, all'argomento trattato in questo editoriale).
Fatta questa premessa, le gerarchie del campionato si stanno gradualmente delineando e i valori stanno emergendo, con un pronostico circa le posizioni finali che ora può essere anche azzardato, al contrario di poche settimane or sono, considerando che in avvio di stagione è facile applaudire le sorprese e criticare i flop che, rispettivamente, con il prosieguo della stessa vanno via via calando e poi riprendendosi. Ho sempre pensato che in un torneo a lungo termine come il campionato la classifica finale rispecchiasse, nella maggior parte dei casi, gli effettivi valori delle squadre, al contrario di una competizione con poche partite (di cui molte da 'dentro-fuori') come Champions League, Europa League, Mondiale ed Europeo. Un diktat difficilmente attualizzabile nella Serie A di quest'anno, con l'assenza di una vera 'ammazza-campionato' e il livello delle rose non così distante l'uno dall'altro.
E proprio questa sorta di equilibrio potrebbe essere il leitmotiv della stagione, con le prospettive di crescita delle varie squadre e i margini di miglioramento di ciascuna di esse che potrebbero (dovrebbero) rivelarsi decisive. Voglio partire dalla Juventus, data per spacciata dopo solo poche giornate: era scontata una risalita, perché per nessuno sarebbe stato facile ripartire senza difficoltà dopo un'annata tanto importante come l'ultima e aver cambiato molto (perdendo inoltre tre pedine fondamentali come Andrea Pirlo, Arturo Vidal e Carlos Tevez), ritrovandosi una rosa mutata in gran parte. Sarebbe stata solamente una questione di tempo. Tempo che ora sta dando ragione a Massimiliano Allegri che con questo potenziale a parer mio finirà nelle prime due posizioni.
A duellare con la Vecchia Signora per lo Scudetto vedo un'Inter destinata a crescere proprio per il motivo di cui sopra: squadra rinnovata quasi totalmente proprio sul finire del mercato, andando a vanificare in parte il lavoro fatto in estate con ben altri giocatori (penso alle prove di Riscone con Mateo Kovacic in regia), una solidità importante e un tassello (Andrea Pirlo?) che potrebbe consentire a Roberto Mancini di avere un'ulteriore, forse decisiva arma per poter avere una squadra completa in tutti i reparti. I nerazzurri ci sono e miglioreranno, le prospettive possono essere molto importanti.
Derby d'Italia per lo Scudetto, quindi, con Napoli e Roma che si contenderanno il terzo posto Champions League. Gli azzurri di Maurizio Sarri godono del miglior potenziale offensivo, ma la difesa presenta della lacune limitate solo per il grande lavoro del tecnico ex Empoli, in quanto i singoli non possono essere considerati dei top player del ruolo (penso a Kalidou Koulibaly e Raul Albiol). Difficile quindi pensare che la 'mutazione' di questi due giocatori possa durare per l'intera annata.
I giallorossi, invece, non danno sicurezza a livello caratteriale. Troppo instabile il rendimento della squadra, altrettanto l'ambiente che ora appare come l'avversario numero uno. Il potenziale è altissimo (non è vietato considerarlo il migliore del campionato), ma faccio fatica ad affidar loro lo 'scettro' di favoriti. La sensazione è che Rudi Garcia abbia perso il controllo della situazione e il gruppo non sia totalmente unito. Solo la vittoria dello Scudetto consentirebbe al coach francese di restare, o andar via da vincitore.
Subito dietro piazzo la Fiorentina. Ottimo il collettivo, altrettanto è stato fino a questo momento il lavoro di Paulo Sousa, ma credo che la squadra abbia già offerto il massimo. Collegandomi nuovamente alla chiave di lettura presentata in apertura, difficile pensare a una Viola ulteriormente in crescita, considerando inoltre che il potenziale è inferiore alle quattro squadre sopra citate. Reputo quindi il quinto posto la dimensione ideale della squadra toscana.
Chiusura di questa analisi dedicata al Milan. In tanti, tantissimi attribuiscono a Sinisa Mihajlovic le colpe di questo avvio difficile, ma la situazione in casa rossonera è estremamente di facile interpretazione. Il potenziale a disposizione dell'allenatore serbo è limitato, e non comprendo una frase, un pensiero che in questi mesi è diventato una triste routine senza fondamento: "La società ha speso tanti soldi per il mercato, ma evidentemente investendo male". Un'idea totalmente sbagliata, perché Alessio Romagnoli e Carlos Bacca sono due grandissimi giocatori (non sono invece d'accordo sui 20 milioni per Andrea Bertolacci).
Il giovane italiano e la punta colombiana sono due ottimi acquisti, ma sono stati inseriti in una rosa con troppe e gravi lacune, e quindi da soli non possono risolvere in toto i problemi che hanno contraddistinto le ultime stagioni rossonere. I loro arrivi rappresentato solamente il primo passo di un processo di miglioramento iniziato proprio l'estate scorsa, destinato a crescere gradualmente con l'inserimento di ulteriori nuovi giocatori nelle prossime sessioni di mercato. Insomma, si è partiti da zero o quasi, ci vuole tempo per avere un Milan nuovamente competitivo. E Romagnoli e Bacca rappresentano certamente un primo, ottimo step.
Questa è la mia previsione, che magari il tempo smentirà. Ovviamente criticabile, ma ho cercato di sbilanciarmi facendo affidamento su analisi tecniche e di prospettiva. Ma ovviamente - questa resterà l'intoccabile verità - parola sempre e comunque al campo. Il giudice supremo di questo sport.
Autore: Francesco Fontana / Twitter: @fontafrancesco1
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