Un'importante operazione di co-branding per l’Inter. Le cifre sono ancora segrete. Un nuovo coordinatore dell’Inter come Walter Sabatini ma parla poco. Una campagna acquisti che rilanci la squadra come promesso ma di cui non trapela niente. Da un mese in qua per cercare e trovare notizie sull'Inter, così come leggere le proposte sul suo futuro nei più svariati quotidiani e siti internet, c'è da fare un percorso di meditazione. Esattamente come nei luoghi comuni bisogna incamerare quel tipo di pazienza cinese di cui è permeata evidentemente la proprietà nerazzurra. Dopo la fine del campionato Zhang jr ha incoraggiato il popolo dei tifosi con dichiarazioni rilasciate alla televisione, nelle quali prefigurava un futuro di sicuro successo, un avvenire caratterizzato dall'ambizione, investimenti importanti e la certezza di tornare tra i primi club al mondo. La stampa di riflesso ha iniziato esaltare ulteriormente la speranza di riscossa paventando nomi come Verratti, Di Maria, Nainggolan, Berardi, Bernardeschi, Manolas, Rüdiger e altri giocatori importanti che la dirigenza nerazzurra voleva fossero allenati dal migliore allenatore in circolazione. Per questo è poi iniziato il tormentone Antonio Conte, il quale sembrava essere l'unico vero grande obiettivo per la panchina. Anche più di Simeone. Il fatto di essersi trovati improvvisamente con Luciano Spalletti ed essere passati ad obiettivi più realistici e meno costosi come Borja Valero, Skriniar e persino Kalinic (anche se non risulta un vero interesse da parte dell'Inter) ha temporaneamente disinnescato quel credito illimitato verso una nuova proprietà che da quando si è insediata ha certamente reso in modo, per ora contraddittorio, il tipo di soggetto calcistico che intende porre in atto. Il tormentone del 30 giugno indicato come data evento per lo sblocco vero e proprio del mercato. Un calciomercato che a luglio dovrà per forza esplodere( e non solo per l'Inter) rinforzato da quel Coming Soon che l'Inter ha piazzato nei propri social per ricordare ai propri tifosi che il bello deve ancora venire (oddio ho involontariamente citato Mazzarri) e per ora sta calmierando il clima di disappunto. È vero che la anche la Juve non sta facendo molto, il Napoli è ancora immobile e la Roma sta pensando più a cedere, mentre il Milan fa colpi ben reclamizzati ma comunque interessanti. E altrettanto vero però che l'Inter deve recuperare da un gap che appare mentale, ancor più che tecnico e la sensazione oggi è che Spalletti con la società sia intenzionato a non stravolgere la rosa, tenendo i giocatori che la scorsa stagione sono stati i titolari. Se fosse così sarebbe un'idea particolarmente rischiosa e, se possibile, persino presuntuosa. L’idea è che si possa fare un lavoro importante con un gruppo di giocatori migliori di quello che hanno effettivamente mostrato. Può darsi invece che la società prenda tutti in contropiede e annunci a breve due o tre acquisti del tutto impensabili, o che sembravano impossibili da attuare e lo scenario cambi completamente. Appare però più chiaro che il bilancio dell'Inter e la sua possibilità di spesa non dipenda esclusivamente, come ci fanno credere da anni, dalla compravendita dei giocatori ma anche e soprattutto dalle sponsorizzazioni e le partnership commerciali che, a quanto pare, stanno aumentando considerevolmente. Il problema per una società come l'Inter è essere fuori da troppi anni dal giro della Champions, dunque dal calcio che conta ed essere contemporaneamente credibili come il gruppo Suning intende proporre il club. Con le risorse finanziarie che hanno a disposizione infatti, se l'Inter oggi fosse anche solo arrivata ai preliminari di Champions, al di là di una rendita finanziaria proveniente dall'Uefa, per Sabatini e Ausilio sarebbe estremamente più semplice poter allestire una rosa di altissimo livello. Senza Champions però e in un campionato che resta ancora meno appetibile della Premier, della Liga e persino della Bundesliga, il vero progetto é la pazienza unita a una serie di investimenti mirati e finalmente ben gestiti. Forse è vero che Miranda e Murillo valgono più di quello che abbiamo visto insieme, che D'Ambrosio può crescere ancora, che da Kondogbia dobbiamo aspettarci un'ulteriore crescita, che Gagliardini può confermarsi, che Brozovic può diventare un giocatore continuo e che Candreva e Icardi possono trovarsi ancora meglio. E altrettanto vero però che la controprova di un altro possibile fallimento l'Inter rischia di farlo sulla sua pelle e quella dei tifosi. Il dato di fatto che l'Inter non possa assolutamente fallire l'obiettivo dei primi 4 posti per andare in Champions, va di pari passo con la necessità, di cui parlava Spalletti, di non sbagliare un solo acquisto. Il nuovo tecnico è molto fiducioso sulle capacità di valorizzare ogni singola individualità in squadra, mi auguro solo che non diventi l'ennesimo tecnico trombato a metà stagione perché una parte della squadra non ha voglia di seguirlo.
Sezione: Editoriale / Data: Mar 27 giugno 2017 alle 00:00
Autore: Lapo De Carlo / Twitter: @LapoDeCarlo1
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