"L'Inter è pazza. Inter amala. C'è un motivo se l'Inter è sempre così: i momenti cattivi sono terribili e quelli buoni sono come questo".

Prendendo in prestito le parole del commentatore spagnolo immediatamente dopo il gol di Matias Vecino, arriva chiaro e forte il sentimento che da domenica sera permea tutti i cuori degli interisti. Quel gol del 3-2 non significa solo quarto posto e accesso alla Champions League. Non è solo una liberazione dopo una tortura durata sei anni. Non è solo la rivincita di un gruppo bistrattato e criticato anche oltre i propri demeriti. No. La zuccata dell'uruguaiano è l'esatta rappresentazione di un mondo, quello dell'Inter. Il risveglio dopo l'incubo, l'arcobaleno dopo il temporale. La voglia di andare oltre, di imporre la propria volontà. Di non soccombere. Di dire "Noi ci siamo, vogliamo esserci. Siamo ancora vivi".

La rete di D'Ambrosio, la giocata di Eder, il coraggio di Ranocchia, il golden-gol di Vecino: non è un caso se nel racconto degli highlights del successo dell'Olimpico trovano un posto di primo piano gli outsider. Quelli spesso insultati e derisi. Quelli mal sopportati per mesi, se non anni. È la vittoria di un gruppo che stavolta non ha mollato e ha tenuto la barra dritta fino in fondo. In tal senso, grande merito va dato a Luciano Spalletti e al suo staff: enorme il lavoro del tecnico di Certaldo, soprattutto nel mantenere la lucidità intatta nelle settimane cupe e nel valorizzare alcuni elementi poi rivelatisi decisivi (Cancelo, Rafinha e, soprattutto, Brozovic).

Ora per l'Inter si apre tutto un altro mondo. La Champions vuol dire Europa nobile, appeal sul mercato, ricchi ricavi. Si torna a respirare l'aria buona dopo sei anni. Dall'Olimpico all'Olimpico. Dalla vittoria in Coppa Italia contro il Palermo alla vittoria sulla Lazio dell'altra sera. Erano sette anni che i tifosi interisti non esultavano per un qualche motivo a fine stagione: decisamente troppi. Adesso è cambiato tutto: preso al volo l'ultimo treno. Un treno che può davvero cambiare la storia dell'Inter, presente e futura.

"La Lazio è stata meravigliosa, c'è da togliersi il cappello di fronte alla squadra di Simone Inzaghi. Ma l'Inter è l'Inter", dicevano ancora quei colleghi spagnoli al fischio finale di Rocchi. L'Inter è l'Inter, appunto. L'Inter torna a fare l'Inter. E il 5 maggio muto.  

VIDEO - L’INTER È IN CHAMPIONS, FESTA DEI TIFOSI IN AEROPORTO A ROMA

Sezione: Editoriale / Data: Mar 22 Maggio 2018 alle 00:00 / articolo letto 15115 volte
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni