In esclusiva per Premium Sport, Luciano Spalletti, allenatore dell'Inter, parla alla vigilia della gara con il Crotone.della questione Mauro Icardi e il rapporto dei giocatori coi social network, partendo da un post di una nota pagina satirica sul calcio: "Queste cose ci hanno fatto fare una risata e anzi ci hanno paradossalmente unito di più perché abbiamo riso insieme... Ci rimettono i tifosi perché si manda un messaggio come a dire che il loro sentimento verso l'Inter è in mano a dei bambini ma non a dei professionisti. Ma non è assolutamente così, il nostro è un gruppo di professionisti esemplari. Poi è ovvio che va fatta una riflessione: usare le questioni di casa sui social a finestre aperte può creare disturbi al nostro lavoro e all'obiettivo. Dobbiamo quindi fare attenzione, ma qui non è stato fatto nulla di strano. Non ci sono problemi tra i calciatori, lo dico perché portare le cose di casa negli spogliatoi non è cosa che deve succedere; quando si parla di cose personali bisogna fare una distensione". 

C'è sempre un frullatore che qui aumenta i giri quando le cose non funzionano. E' più difficile allenare l'Inter?
"No, è uguale da ogni parte. Si dipende dai risultati, anzi l'essere criticati ci aiuta perché ci ricorda il momento in cui siamo. Ma bisogna ricordare le cose fatte bene: non bisogna essere ricordati dalle difficoltà di un periodo, abbiamo delle qualità assolute. Se siamo in questo club è perché abbiamo più qualità e quindi dobbiamo essere caratterizzati da queste".

Icardi si è fatto male. Legge di Murphy?
"La squadra che ha più infortuni di tutti è quella che ha una certa striscia di risultati negativi. Perché il muscolo è influenzato dai risultati, si tende ad avere piccoli infortuni come quello subito da lui. Mauro avrebbe voluto giocare a tutti i costi, ha questa tendenza a mettere le mani nelle situazioni sporche".

Sezione: Copertina / Data: Ven 02 febbraio 2018 alle 22:57
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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