Educati come siamo, ai paradossi, non si può fare altro che considerare come anche questa stagione ne abbia presentato uno fuori dai cancelli di Appiano Gentile. Insospettabile, inatteso, quasi inconcepibile per quella che era stata la sua storia all’Inter, vestita di inaffidabilità e indisponenza. Forse neanche Marcelo Brozovic avrebbe potuto immaginare un così repentino cambio di tendenza, ma sta di fato che a Bergamo la mutazione ha ricevuto il timbro ufficiale: da sgradito comparsante a indispensabile uomo del centrocampo nerazzurro. Così è cambiata la vita di Brozovic.

Resta da capire se più per meriti suoi o per la modestia del vicinato, ma la mediana di Luciano Spalletti, quando priva del croato, abbandona vivacità e inventiva. Si annienta nella desolante normalità dell’ozioso compitino. In partita, Brozovic, è uno che sbaglia molto, ma anche perché non è tra quelli che si accontentano del passaggio a due metri, e forse questo lo si è inteso in ritardo. Di certo non passano nel dimenticatoio sciagure di campo (e non) che molte volte sono sembrate figlie della negligenza tattica, ma con Spalletti certi atteggiamenti sembrano superati e oggi è lui il titolare indiscusso di un centrocampo altrimenti piatto all’inverosimile.

Riflessioni che in qualche modo potrebbero incidere anche sul mercato: Brozovic è stato ed è nella lista dei cedibili, tanto che a gennaio è stato a un passo dalla Liga, prima che Spalletti si opponesse alla sua partenza. Erano tempi diversi, in cui non tutte le valutazioni erano giunte a maturazione. Adesso, quando mancano sei giornate al termine del campionato, le carte sul tavolo si sono rovesciate, come i destini di molti protagonisti in maglia nerazzurra. Forse, tra Vecino, Gagliardini, Borja Valero e Brozovic, è proprio quest’ultimo a poter garantire quel qualcosa in più che serve a squadre come l’Inter e ad allenatori come Spalletti. C'è da riflettere...

Sezione: Copertina / Data: / articolo letto 41832 volte
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit