Javier Zanetti continua ad avere un occhio verso il suo futuro, pensando a cosa farà una volta lasciato il calcio giocato. Il capitano dell'Inter, però, per il momento rassicura: "Continuerò a giocare finché mi divertirò, mi sento molto bene fisicamente. Quando sarà il momento di prendere una decisione, lo farò in tutta tranquillità". Pupi garantisce di non pensare a diventare allenatore: "No, mi interesserebbe di più diventare dirigente dell'Inter. Mi piacerebbe intraprendere questa carriera, per aiutare l'Inter a restare un grande club, e credo possa essere interessante lavorare dietro a una scrivania. Presidente? No, a quella carica non potrò ambire ancora per molto tempo. Comunque proverò a dare il massimo come ho sempre fatto in campo".

Zanetti passa poi ad analizzare la situazione attuale dell'Inter: "Dopo il Triplete son cambiate tante cose, molti giocatori sono andati via, la squadra si è rinnovata e puntiamo molto sui giovani. In questa fase di ricambio serve tempo, ma credo che l'Inter possa lottare per restare ai vertici perché è nel DNA di questa società. Vogliamo tornare ad essere protagonisti, non intendiamo rivivere una stagione come quella passata. Abbiamo voglia di riscattarci".  

Il capitano si lancia poi in una speciale Top 3 dei migliori giocatori che abbia mai visto all'Inter: "Al primo posto Ronaldo, perché ha vissuto il suo momento migliore con noi; poi c'è Roberto Baggio, perché sappiamo tutti cosa ha rappresentato per il calcio italiano e mondiale. E infine ci metterei Ibrahimovic per le sue qualità straordinarie da attaccante". Sull'allenatore nessun dubbio: "Tutti quelli che ho avuto sono bravi, ma se devo scegliere direi senza dubbio José Mourinho, non perché con lui abbiamo vinto tutto, ma perché mi ha fatto scoprire un modo diverso di lavorare. Lui ci ha dato la convinzione di essere i più forti e così è stato". Zanetti torna anche sull'episodio del litigio con Hodgson durante la finale di Coppa Uefa con lo Schalke: "E' passato tanto tempo da allora, ma credo che quell'episodio mi abbia fatto maturare. Quando uno sbaglia è importante ammetterlo, ti aiuta a crescere". 

Si parla anche del suo connazionale Lionel Messi: "Mi sento spesso con lui, non mi sorprende quello che sta facendo. Sono felice per lui, sta dimostrando di essere il migliore al mondo già da anni, non solo per quello che fa in campo, ma anche per cosa rappresenta per il calcio mondiale, perché con lui lo spettatore si diverte. Credo che giocherà ancora per tanti anni perché è giovane, ha una lunga carriera davanti. Sono contento che sia argentino". Connazionale, amico, ma Messi, ammette candidamente il capitano, è stato anche "uno dei giocatori che mi ha fatto soffrire di più, non fatico ad ammetterlo. Poi anche Ronaldo, Zidane, e il miglior Kakà. Sono giocatori che ti possono risolvere la partita in qualsiasi momento con un'invenzione". 

 

 

Sezione: News / Data: Ven 28 settembre 2012 alle 14:30 / Fonte: Performgroup - Calciomercato.com TV
Autore: Christian Liotta
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