Vero o falso? Lo chiediamo a Don Fabio Capello, uomo di assoluto spessore. Un italiano vincente all'estero, un allenatore che si porta dietro l'orgoglio nazionale nel mondo. Il Real Madrid, la nazionale inglese e tanto altro ancora. Eppure, c'è qualcosa che non quadra nel suo recente proferire. Era il maggio di un anno fa quando Capello definiva "il primo campionato vero dopo Calciopoli" quello vinto dal Milan, meritatamente, sul campo, come amano ripetere tutti. "Questo è stato un campionato vero, per la prima volta dopo lo scandalo di Calciopoli", le sue parole precise.
Guardacaso, un campionato non vinto dall'Inter. Il primo, quindi, non vinto dall'Inter nel post-Calciopoli. Tutto quello che c'è stato prima è stato evidentemente frutto del caso o non veritiero, secondo il ragionamento di Capello. Perfetto, fantastico. Se non che - pochi minuti fa - il tecnico di Pieris ammette l'errore implicitamente: "Le scommesse? Una vergogna. Sembra impossibile che trent'anni dopo quello che si è vissuto con una situazione simile la gente continui a cercare di truccare i risultati delle partite". Sembra impossibile, esatto. Eppure è tutto legato al campionato scorso, il primo vero dopo Calciopoli, perché gli altri non erano equilibrati e di conseguenza realistici.
Un campionato passa dall'essere il primo vero a teatro di una vergogna. Forse, allora, non era così vero quel campionato. O forse non era il primo vero dopo Calciopoli. Insomma, Capello probabilmente ha corso troppo. Altro che campionato vero, questa è una vergogna vera. Sarebbe il caso che qualcuno facesse retromarcia, perché sbirciando sul web è imbarazzante ripescare quelle dichiarazioni. Poi, però, non ci si chieda perché la Curva Nord ogni volta che esce il nome di Don Fabio accostato al nerazzurro ruggisca ferita e furibonda. Questione di scelte. Allora, vero o falso?
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