Il suo nome esplose in maniera che più fragorosa non si poteva, in una calda serata americana: l’Inter di Rafa Benitez, impegnata nella tournée negli Stati Uniti, vinceva per 2-0 la sfida contro il Manchester City a Baltimora, regalando a tratti anche momenti di grande calcio. Ma a un certo punto, entrò un campo un ragazzino classe 1992, al debutto assoluto nella prima squadra nerazzurra che poco dopo decise che quella partita non poteva finire lì e allora volle farsi un regalo per celebrare al meglio questa première. E che regalo: un missile da fuori area dopo respinta corta, tra l’altro calciato col destro, non proprio il suo piede migliore, e palla all’incrocio dei pali della porta di Given.
Salì alla ribalta così, in quella calda serata americana, il nome di Cristiano Biraghi, il protagonista di questa nuova puntata della rubrica ‘La Meglio Gioventù’. Dal 2003 nel settore giovanile dell’Inter a parte un breve passaggio alla Pro Sesto. Nato a Cernusco sul Naviglio, paese che diede i natali anche a una leggenda del calcio italiano come Gaetano Scirea, Cristiano comincia a prendere confidenza col pallone da piccolissimo: già a 5 anni lo si vedeva dare i primi calci nel Carugate. Poi entrò nei Pulcini dell’Atalanta fino ad arrivare, all’età di 11 anni, all’Inter, dove milita nelle formazioni Esordienti e Giovanissimi, per poi passare, dopo l’anno nella Pro Sesto, agli Allievi e infine alla formazione Primavera. Dove diventa uno dei cardini della squadra di Fulvio Pea: terzino sinistro con un piede vellutato, dotato di ottima progressione, catalizza anche l’attenzione di José Mourinho che spesso lo aggrega alla prima squadra per gli allenamenti.
Ma è col suo successore Rafa Benitez che Biraghi conosce i suoi momenti migliori all’Inter: prima la tournée americana, poi il debutto ufficiale addirittura in Champions League, sostituendo Pandev nel match di Champions League contro il Twente. Oggi Biraghi, elemento che gode di grande considerazione anche in ambito nazionali, sia per quel che riguarda l’Under 21 che per la selezione della Serie B di Piscedda, milita nella Juve Stabia, formazione tornata quest’anno in B dopo oltre mezzo secolo. E proprio a lui decidiamo di far raccontare non solo le sue sensazioni sulla sua stagione attuale, ma anche i ricordi e le prospettive legate ai colori nerazzurri.
Cristiano, puoi farci un resoconto di questa tua esperienza alla Juve Stabia?
"Sei mesi passati bene, sono cresciuto tanto imparando molto da questo mio primo anno tra i professionisti. Certo avrei voluto giocare di più ma questa esperienza mi è servita molto, mancano ancora alcuni mesi e spero di potermi mettere in mostra".
Come ti trovi a Castellammare? Che ambiente è quello che circonda le vespe?
"Mi trovo benissimo, d'altronde qui è come una famiglia poi la tifoseria è molto calorosa, i tifosi sono sempre vicini in ogni situazione ed credo sia una delle poche piazze in cui ci si sente davvero calciatore".
Sei stato lanciato nell’Inter dei grandi da Rafa Benitez nella tournée americana, dove ti facesti notare con quel gol incredibile al City. Che ricordi hai di quella esperienza?
"Iniziai il ritiro con la prima squadra e riuscendo a fare bene, mi feci notare ed il mister decise di aggregarmi alla prima squadra. Ringrazio Benitez perché è un grande allenatore ed ha sempre creduto in me".
Com’era il tuo rapporto con il tecnico spagnolo?
"Avevo un grande rapporto con lui, mi dava sempre tanti consigli per farmi migliorare e se in allenamento non davo il massimo mi rimproverava perché conosceva le mie potenzialità".
E parlando della tua esperienza nelle giovanili nerazzurre, qual è il tuo ricordo più bello?
"Sicuramente la conquista della Coppa Carnevale, mi riaggregai con la Primavera per disputare il torneo. Il gruppo era fantastico e mi integrai benissimo e probabilmente anche per questo ho tuttora ricordi bellissimi di quell’esperienza".
Ti ha sorpreso l’exploit del tuo ex allenatore Fulvio Pea con il Sassuolo?
"Non sono rimasto per nulla sorpreso dall’exploit del mister, lo conosco e so come lavora, è bravissimo nel saper gestire la squadra e mi aspettavo un buon campionato da parte del Sassuolo. Gli auguro di poter guidare i nero verdi in serie A".
Adesso i nerazzurri stanno attraversando una fase davvero difficile. Vedendo da esterno, che idea ti sei fatto di questo momento?
"Periodi così negativi possono starci, a tutte le squadre può capitare di incappare in una fase in cui i risultati non arrivano, ma credo che possano riprendersi considerando il parco giocatori a disposizione ed il mister che hanno. In Champions penso possano ancora dire la loro e dato che spesso sono in contatto con alcuni miei ex compagni posso dire che li sento tranquilli, sanno di poter uscire da questa situazione".
L’Inter pare orientata al progressivo inserimento dei propri giovani nella prima squadra. Cosa pensi di questa politica?
"Io sono da tanti anni all’Inter e posso dire che già da diverso tempo è stata intrapresa questa politica, danno sempre possibilità ai giovani di mettersi in mostra. Io sono venuto qui ad imparare e un giorno spero di ritornare all’Inter per giocarmi le mie chance".
Quando eri all’Inter, qual’era il giocatore dal quale cercavi di apprendere di più?
"Ero molto legato a Maicon, Cordoba e Zanetti. Hanno facilitato il mio inserimento nel gruppo facendomi sentire parte di esso. Anche per questo ritengo che siano campioni assoluti dentro e fuori dal campo di gioco. Inoltre con Maicon mi sento tuttora, mi ha preso un po’ come suo figlioccio e mi dà sempre tanti consigli".
E il tuo calciatore modello in assoluto?
"Essendo un terzino non posso che dire Maicon, che quando è in buone condizioni fisiche è senza dubbio il miglior terzino del mondo".
Infine, quali sono le tue aspettative, nell’immediato e nel futuro
"Mi auguro innanzitutto di poter raggiungere la salvezza con la Juve Stabia, cercando di migliorarmi in modo da poter ritornare all’Inter dove mi auguro di poter contribuire al raggiungimento di importanti obiettivi".
(Ringraziamo per la cortesia e la disponibilità Cristiano Biraghi e il responsabile ufficio stampa della S.S. Juve Stabia Umberto Naclerio)
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