Claudio Ranieri nuovo allenatore dell'Inter. No, non è uno scherzo. Quello che solo fino a qualche mese fa era considerato uno dei primi nemici calcistici dei nerazzurri, adesso è chiamato a risollevare le sorti di una squadra apparsa allo sbando. Casi della vita. E guai a porre il veto per il passato del tecnico di Testaccio: Chelsea, Roma e Juventus sono club importanti a prescindere, e avere una grande esperienza non può essere un fattore negativo. Anzi. Come ha detto il presidente Moratti, adesso serve esperienza e, aggiungiamo noi, buonsenso. Un buonsenso che si dovrà tramutare in campo con uno schieramento consapevole e che dia certezze. Quelle certezze che sono mancate finora.

L'avvento di Ranieri, intanto, ha già avuto un grosso merito, quello di riportare entusiasmo a tutto l'ambiente e azzerare, come d'incanto, questa disgraziata partenza che chiamarla falsa sarebbe riduttivo. Diciamo la verità: senza falsi giudizi, non c'è mai stata una grande fiducia attorno alla figura di Gasperini. Una stagione nata male ancora prima di partire. Dall'addio di Leonardo, tutto è sembrato molto approssimativo, dalla chiamata del nuovo tecnico al mercato, sia in entrata che in uscita. Le continue rincorse a nomi mai raggiunti per la panchina e le diatribe lunghissime per i vari Palacio, Kucka, Sneijder, Eto'o, hanno infuso un'aurea malevola attorno ai nerazzurri. E si sa, senza entusiasmo è difficile fare risultati.

A ciò si è aggiunta la diversità di visione calcistica: da un lato dirigenza e giocatori, dall'altro lo staff tecnico con Gasperini in testa. D'altronde, è stato lo stesso Gasp a svelare questi retroscena nell'intervista rilasciata al Secolo XIX. E non ce ne sarebbe nemmeno stato bisogno, visto il responso del tereno di gioco. Non stiamo parlando di incrinature di rapporti, ma semplicemente di indirizzi opposti del tutto naturali. Fare un 3-4-3 senza esterni offensivi di ruolo è sintomo di un qualcosa che non va. Inquietudini ed equivoci trascinati per quasi tre mesi e che hanno partorito risultati disastrosi.

Novara il punto più basso degli ultimi anni. Da qui si risalirà. Il primo passo è stato chiamare Claudio Ranieri: il suo apporto non tarderà a farsi sentire. Un apporto di qualità e di gestione dello spogliatoio. Con questo non diciamo che Gasperini sia stato uno sprovveduto, ma chiaramente non ha trovato l'humus adeguato alle sue caratteristiche. Un terreno fertile invece per Ranieri, che si sa esaltare nella tempesta, proprio come disse lui. Ieri, ad Appiano, si notavano già grosse differenze: sorrisi, serenità, tifosi e giocatori finalmente convinti. E, vedendo che pure le altre vanno a ritmi lentissimi, tutto è ancora possibile.

Sarà possibile con Ranieri, oggi timoniere, ieri nemico. Il mio miglior nemico.

Sezione: Editoriale / Data: Ven 23 settembre 2011 alle 00:01
Autore: Alessandro Cavasinni
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