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I tifosi stanno con Mourinho, insulti razzisti per Balotelli
Uno striscione esposto dalla Nord testimonia il feeling tra il tecnico e la tifoseria
16.03.2009 10:26 di Fabio Costantino   articolo letto 1421 volte

Fuori dalla Champions e contestato dai media? Poco importa, il pubblico di San Siro ha dimostrato di essere dalla parte di Josè Mourinho. Smaltendo in fretta, tra l'altro, la delusione dell'eliminazione in Champions, la cui causa va attribuita solo alla superiorità del Manchester United. La Curva Nord ieri ha esposto uno striscione che non ha bisogno di ulteriori commenti: "Chapeau Manchester, ma noi siamo una grande squadra. Moratti+Mourinho, avanti tutta". Un evento nell'ambiente interista, considerato il fallimento europeo che, negli ultimi anni, ha prodotto moltissime polemiche nei confronti della squadra e della società.

L'aria però è cambiata, Mourinho ha saputo conquistarsi la fiducia dei tifosi interisti con frasi, battute e gesti plateali a difesa dei suoi giocatori e dei colori nerazzurri. Andando oltre il limite consentito dal calcio italiano, il portoghese ha indossato l'armatura e ha iniziato ad attaccare un sistema che si scaglia spesso e volentieri contro l'Inter. E i tifosi lo hanno eletto a loro simbolo, portavoce, sindacalista. La riprova anche nel finale, dopo l'espulsione in seguito alla protesta per una mancata ammonizione per fallo su Santon. Dalle tribune si sono levati al cielo cori pro Mourinho, anche dopo che il tecnico aveva imboccato la via degli spogliatoi.

Peccato però che dalla tribuna viola, soprattutto durante il primo tempo, siano partiti cori e canti particolarmente offensivi nei confronti di Mario Balotelli, che contro la Fiorentina era stato tranquillo dal punto di vista comportamentale. I tifosi ospiti lo hanno offeso personalmente, come ormai pessima abitudine, ma si sono lasciati andare anche a insulti a sfondo razzista ("Mangia la banana"), inaccettabili da persone civili. Chiaro che SuperMario ormai sia diventato il bersaglio prediletto di tutti i supporter avversari, ci può stare, ma non bisogna mai esagerare. Inevitabile, poi, che sentendo nelle orecchie certe parole, un ragazzo di 18 anni possa reagire in modo plateale, per poi diventare anche obiettivo dei media che non gli perdonano nulla.
 


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