Si è conclusa da poco la conferenza stampa di Rafa Benitez ad Appiano Gentile. Ecco cosa ha detto il tecnico alla vigilia di Inter-Udinese.
Mister, è la sosta più difficile da affrontare?
“Non è facile per tutte le grandi squadre che hanno reduci dalla nazionale. Stiamo provando a lavorare per migliorare qualcosa e allo stesso tempo vincere le partite”.
Come va avanti il progetto Benitez?
“Ho parlato con il presidente e con Branca, sappiamo cosa non abbiamo fatto e cosa dobbiamo fare. Adesso non ha senso parlare di cosa potevamo fare prima, dobbiamo parlare di cosa dovremo fare dopo. E' una squadra che deve recuperare la condizione fisica. Se facciamo ciò che abbiamo fatto nel secondo tempo contro Roma e Bologna possiamo giocare contro chiunque”.
Cosa le è piaciuto di più e di meno di questo avvio?
“Meno di tutti mi è piaciuto non poter lavorare con il gruppo al completo. Mi piace molto invece il carattere e la mentalità del gruppo”.
Dovrà attendere il prossimo allenamento per capire se ci saranno Maicon e Santon?
“Dobbiamo vedere Maicon e Santon in questo allenamento e poi decidere. Abbiamo due partite ed è importante capire cosa possiamo fare in merito”.
Come reagisce l'Inter all'effetto Ibrahimovic nel Milan?
“Il calcio è cambiato un po'. Io ho sentito questa settimana che il Milan è favorito, anche a Valencia la situazione era questa, i favoriti erano altri. Il Milan era favorito anche a metà partita a Istanbul ed è cambiato qualcosa. Loro sono forti. Noi siamo una squadra a cui piace la lotta, abbiamo carattere, non abbiamo paura”.
Ha parlato con Milito?
“Ho parlato con lui ieri, sa che deve migliorare ma sono molto tranquillo perché è un professionista ed è intelligente. E' solo questione di tempo. Sono sicuro che farà bene. Lo stesso vale per i giocatori, sono professionisti, credo che sarà solo questione di tempo anche per la squadra. Il nostro futuro è solo domani contro l'Udinese”.
Come reagisce al clima che si è creato dopo il pari a Bologna?
"Devo essere sincero, leggo poco i giornali. Però l'ufficio stampa è bravo e quindi sapevo di cosa si parlava. Ho un po' di esperienza, dobbiamo ancora giocare tante partite e poi vedremo dove saremo. Abbiamo la mentalità per restare al top".
C'è una certa differenza di carattere tra lei e Mourinho, lei sembra più "normale" nell'atteggiamento.
"Ogni partita è diversa, in alcune bisogna essere arrabbiato, in altre no. Se dobbiamo urlare un po' possiamo farlo".
Come sta Santon?
"Poco a poco dovrebbe stare sempre meglio, ogni allenamento fa un passo avanti".
Non ha il dubbio che la squadra possa essere un po' spremuta dopo l'anno scorso?
"Abbiamo visto la stessa Inter dell'anno scorso contro Roma e Bologna nel secondo tempo".
Come dobbiamo prendere questo suo atteggiamento passivo verso la campagna acquisti?
"Tutti gli allenatori vogliono qualcosa, ne ho parlato con la dirigenza. Ma al momento mi sembra più intelligente guardare al futuro. Sono cosciente del fatto che il presidente ha fatto tanti sforzi negli anni scorsi, quest'anno ha cambiato idea, ma sappiamo cosa dobbiamo fare in futuro".
Lei ha battuto spesso Mourinho, quanta voglia ha di dare un'impronta alla squadra?
"La mia opinione è che la squadra vince, non gli allenatori. All'Extremadura se io perdevo contro il Barcellona era la squadra a perdere, non io contro Van Gaal. Se domani vinciamo qualcuno dirà che siamo pronti e non è così. La difficoltà è vincere e migliorare ogni settimana. Io vedo la squadra, analizzo ciò che si è fatto l'anno scorso. Il meglio di questo gruppo è che ha mentalità giusta".
Tornando alle differenze con Mourinho, qual è il suo approccio con la squadra rispetto al portoghese?
"Penso che la motivazione sia una cosa intrinseca. Se sei convinto di dover vincere è più facile convincere gli altri. Per me è importante insegnare. Se bisogna urlare lo si fa, ma è meglio che il giocatore ha un'idea, poi in ogni momento serve la giusta mentalità".
Che differenza c'è tra la sua esperienza precedente e questa?
"Io sono contento qui, ho fatto questo lavoro in Spagna e in Inghilterra. Qui però ogni dirigente può parlare di calcio, al Liverpool non si poteva perché tutti sapevano tutto e niente nell'ultimo anno. Dobbiamo fare un lavoro diverso".
Come affronterete la Champions'?
"Ultimamente l'Inter ha faticato nel gruppo, cercheremo di partire meglio. La Champions' è sempre difficile, il gruppo lo è altrettanto. Proveremo a partire bene".
In che reparto vorrebbe rinforzare la squadra?
"Oggi è il 10 settembre, abbiamo tempo per parlare di quello che ci serve. La squadra è forte ma si può migliorare. Abbiamo tanti giovani, se qualcuno di questi crescerà in fretta cambierà la nostra idea".
Il problema di Maicon è nuovo o è lo stesso di Montecarlo?
"Aveva un po' di dolore, non è una questione seria, ma quando uno ha dolore è sempre difficile. Oggi sarà importante perché dopo due giorni di fisioterapia si dovrebbe vedere la differenza".
Si è parlato spesso di Inler, adesso lo avrete di fronte.
"Non parlavo prima di giocatori, non lo faccio adesso, soprattutto visto che giochiamo contro l'Udinese. E' un buon giocatore, certo".
Il Milan è alla pari anche in Champions', oltre che in campionato?
"Dovremo vedere in campo. Roma e Milan si sono rinforzate, il Palermo ha fatto bene in Europa League. Non è facile parlare di una squadra o dell'altra, in ogni caso".
Quanto tempo ci vorrà per arrivare all'Inter che vuole Benitez?
"Non è facile, ma dopo due partite con la nazionale se possiamo lavorare per tre settimane assieme è meglio".
Cosa pensa dello sciopero dei calciatori?
"E' una questione delicata, però mi aspetto che si arrivi ad una soluzione prima della data prefissata".
Cosa pensa della possibilità di allenare Kakà?
"E' un buon giocatore, ma è di un'altra squadra. Non devo parlare di lui".
Ha visto l'Italia?
"Ho visto due partite, ma non l'Italia".
Cosa pensa di quello che sta accadendo in Inghilterra, i tanti scandali che ci sono.
"Io sono qui adesso, devo capire le domande che fate qui. E' importante concentrarmi su questo, guardo la Premier perché ho tanti amici, ma mi concentro su questa avventura".
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