Non chiamiamola vendetta, ma rivincita. Ha un sapore meno cruento e severo. Eppure, lontano dall’Inter, due degli ultimi epurati dal club nerazzurro, vale a dire Ricardo Quaresma e Marko Arnautovic, stanno conquistando la fiducia dei club che hanno deciso di scommettere e investire su loro. Il portoghese oggi è un autentico re sul Bosforo. Con i suoi numeri e le reti, spesso spettacolari, sta guidando il Besiktas in Turchia e in Europa League. Finora, amichevole con il Villareal compresa, il Trivela è andato a segno 6 volte, ripulendo la propria fedina penale dal rigore sparato alle stelle contro il Vikingur (pessimo biglietto da visita). Poi, un’escalation da applausi, che hanno giustificato l’accoglienza regale che la tifoseria bianconera gli ha riservato. Oggi, i 7,3 milioni incassati dall’Inter (a fronte di un investimento di circa 20 milioni), considerate le sue prestazioni, appaiono ai più una miseria. E qualcuno in Italia si prende la briga persino di rimpiangerlo.
Per Marko Arnautovic, dopo un avvio un po’ turbolento con il Werder Brema (qualche frecciata da Frings e Allofs per un atteggiamento poco professionale anche in Germania), la strada sembra oggi sgombra da ostacoli. L’attaccante, tornato calciatore a tempo pieno dopo una stagione più da mascotte in maglia (meglio, tuta) nerazzurra, si sta ritagliando sempre più spazio e in Champions avrà l’occasione, proprio contro la sua ex squadra, di dimostrare il proprio valore. Lo stesso che Branca gli attribuiva fino alla scorsa estate, quando era riuscito a strappare il prestito dal Twente per portarlo a Milano. L’austriaco, oltre alla buona prestazione contro la Sampdoria a Genova (il suo ingresso ha dato vivacità all’attacco del Werder Brema), ha messo a segno una doppietta in Bundesliga contro il Colonia, rivalutando i 7 milioni investiti dai tedeschi per acquistarne il cartellino. Finalmente, insomma, anche in Italia si può ammirare l’Arnautovic calciatore, nella speranza che non si presenti alle due sfide contro l’Inter con il dente avvelenato (idem per Quaresma, anche il portoghese ha molti conti in sospeso...).
Facile parlare di rivincite nei confronti di chi li ha scaricati, adesso. Ma è giusto sottolineare che l’Inter, per entrambi, ha effettuato sforzi economici e tecnici di grande rilievo, non se n’è liberata a cuor leggero. La storia di Quaresma è nota, per tre anni la società di Corso Vittorio Emanuele ha sperato che il pupillo di Mourinho dimostrasse le proprie qualità anche in partita, e non solo ad Appiano Gentile. Un’attesa inutile, che ha finito col relegarlo ai margini della rosa. Una sconfitta anche per Mourinho, il primo a dire basta per quanto lo riguardava. Arnautovic, invece, non ha avuto molta fortuna. Preso ‘all’insaputa’ dello Special One, frenato da un infortunio sin dal suo arrivo a Milano, non ha mai recuperato il terreno perso inizialmente, sia dal punto di vista della condizione sia nelle gerarchie dell’allenatore. Per lui, solo la visibilità nelle celebrazioni del Triplete, in cui spalleggiato da Balotelli è stato tra i più vivaci protagonisti. Talento e carattere turbolento con l’austriaco vanno a braccetto, e forse su di lui si poteva continuare a insistere. Ma i 9 milioni pretesi dal Twente per il riscatto, arrivati in un periodo di Fair Play Finanziario, ne hanno sconsigliato la conferma.
Auguri a entrambi, dunque, ma nessun rancore. L’Inter ha tentato di valorizzarli, ma le condizioni, anche per colpa loro, non si sono create. Forse, immersi in contesti che gli daranno maggiori chance, Quaresma e Arnautovic potranno finalmente fare la differenza, confemando il fiuto evidenziato dal clu nerazzurro nel momento in cui ha scelto di portarli nella propria scuderia.
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