Basta poco. A volte pochissimo. Nemmeno tre mesi e si dimentica tutto. Vittorie, coppe, scudetti: tutto inscatolato, imballato e portato in soffitta. Giù, all'ingresso, c'è la nuova stagione che bussa alla porta, senza portare in dono nuovi ospiti. Se ne sono andati almeno in due, e uno, soprattutto, è quello che ti manca di più. Non era il capo di tutto, è vero, però ci assomigliava tanto. La famiglia resta quella di sempre, quella con cui hai gioito tanto e con cui non ti stancheresti mai di chiacchierare, e ridere, e gioire ancora. Eppure i primi giorni della nuova convivenza non sembrano riportarti ai mesi felici passati da poco. Quei mesi tanto incredibili da non sembrarti veri. Pazienza, ci vuole pazienza. Il vicinato si è rinnovato, ha dato “una mano” di pittura fresca alla vecchia facciata, qualcuno ha modificato la staccionata, qualche altro si è limitato ad abbellire l'ingresso. Pazienza, ci vuole pazienza. Perché, a guardare bene, le famiglie che funzionano non hanno bisogno di rifarsi il trucco. Basta alzare il naso e vedere al di là dei confini nostrani.

Chi vince non cambia. Questa la regola per la stagione 2010/2011. Inter immobile sul mercato?

E cosa dire dell'altra finalista di Champions League? Il Bayern Monaco ha riportato alla base il talento di Kroos, ha trattenuto Ribery e poco altro. Pochissimo movimento anche al Chelsea. I trionfatori della scorsa Premier League si sono limitati a puntellare la linea mediana con il brasiliano tuttofare Ramires e l'estroso israeliano, ex Liverpool, Benayoun. Nel conto, però, bisogna mettere pure gli addii “pesanti” di Ballack, Joe Cole, Carvalho e Deco. A Manchester, sponda United, di fatto è arrivato il solo Hernandez: il messicano ha talento, ma che sia un fenomeno è ancora tutto da dimostrare.

Anche il maestoso Barcellona non ha modificato il suo assetto. Dentro David Villa, Mascherano e Adriano, fuori Ibrahimovic, Yaya Touré e Chygrynskiy (rivenduto allo Shakhtar Donetsk per la metà di quanto non fu acquistato dagli stessi ucraini un anno fa).
A dispetto delle previsioni, il calciomercato del Real Madrid è stato molto meno “Real” di quanto ci si potesse aspettare. Mourinho non ha voluto sradicare il gruppo che ha trovato, puntando su innesti di qualità e, soprattutto, di prospettiva. Vanno inquadrati così gli acquisti dei vari Khedira, Özil, Pedro Leòn, Canales e Di Maria.

Dati alla mano, possiamo ben dire che, dopo questa rapida analisi del panorama europeo, chi si è mosso di più sono quelle società che dovevano colmare i rispettivi gap con le dirette rivali. Ma, spesso, quantità non fa rima con qualità, e non sempre si azzeccano tanti acquisti importanti. Per farla breve, non tutti riescono in un solo anno a prendere gente del calibro di Sneijder, Milito, Eto'o, Thiago Motta, Lucio e Pandev. Agli scettici, quindi, chiedo: vorreste davvero scambiare la vostra 'vecchia' Inter con un Manchester City qualunque?

Sezione: CALCI E PAROLE / Data: Ven 03 settembre 2010 alle 08:29
Autore: Alessandro Cavasinni
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