E vissero tutti felici e contenti. Già, proprio come nelle favole, il mercato dell'Inter, che pareva dovesse essere particolarmente turbolento in fase di uscita, si chiude con sorrisi sulle labbra, permanenze da prima pagina e la felicità di aver tenuto con sè i simboli della squadra campione d'Europa, dopo essere passati dai brividi di Milito risalenti a maggio, alle freschissime telenovelas di Maicon che poco fa sono sparite in un batter d'occhio. C'è stato quindi il lieto fine per queste due vicende, e secondo tanti ci sarà presto anche per la vicenda di Balotelli che, effettivamente, aveva stufato parecchio. Il deus ex machina è stato Massimo Moratti, che con due giocate attente ha prima rinnovato il contratto a Milito dopo le parole molto astute dopo la finale di Champions, e poi ha improvvisamente preso Maicon e tolto dal mercato, dopo averlo tenuto lì un mese. "Perché?", si chiede Caliendo. "Molto semplice", rispondo io come farà l'Inter: se il Real Madrid voleva davvero il mostruoso brasiliano, non aspettava un mese e mezzo. Come ha fatto con Di Marìa e con altri mille giocatori, visto che non è la Roma economicamente parlando (con tutto il rispetto), veniva a MIlano in jet privato e posava i 30 milioni richiesti. I tira e molla stufano, cari amici merengues. Non è questione di risparmio, è questione di fiducia: se volevate realmente Maicon questi problemi non si creavano. E Mourinho inizia subito male la sua avventura, visto che il Colosso era il primo della lista. Pazienza Josè, se lo volevi restavi qui con noi.

Queste due vicende di Maicon e Milito con la terza di Balotelli a fare da sfondo più cupo, mi consentono però di elaborare perfettamente il concetto dei volponi e dei finti angioletti che, allo stesso livello, inquinano il calcio moderno. Partiamo dai più cattivi, quelli che si beccano gli insulti dei tifosi ogni giorno e le frecciate da ogni parte. L'esempio vale per le vicende di Maicon e Mario, quindi con Caliendo e Raiola a fare da burattinai protagonisti in questo teatrino. Li definisco entrambi due volponi, ma non li critico perché vogliano portare via i campioni dall'Inter, come la gente crede: loro fanno il proprio lavoro, ricevono un mandato e vanno a trovare un accordo per cedere il ragazzo, quindi non è a loro che bisogna imputare questo. Ma questi Mangiafuoco del ventunesimo secolo infastidiscono perché credono di poter beffare una società con l'esperienza ed il livello dell'Inter dicendo, come fatto da Caliendo, che il Real Madrid tornerà su Maicon quando ha già preso Carvalho (e lui lo sa perfettamente, ndr) e quando gli unici soldi rimasti sul mercato li spenderà per un attaccante. Guardacaso, poi, nelle dichiarazioni si fa presente più volte che 'srebbe meglio un incontro Moratti-Maicon da vicino per prendere in considerazione un ritocco'.

Attenzione: non è la richiesta che critico, perché se Milito ha avuto diritto all'aumento non vedo perché Maicon non debba ricevere lo stesso trattamento, ma a questo arriverò tra poco; ma è il modo di formulare la richiesta, credendo di beffare la dirigenza con stratagemmi obsoleti. Come finirà? Staremo a vedere, ma Moratti è un osso duro, anche se hanno tutti pari diritti se allo stesso livello. In un modo diverso, in una circostanza diversa, ci ha provato anche Raiola a beffare l'Inter con la vicenda Mario Balotelli-City: abilissimo nel fare il suo mestiere, ha spuntato l'accordo di 3.5 milioni dagli inglesi dopo un lungo tira e molla, e questo non si può contestare perché è abilità dell'agente nel farlo. Il problema è che poi la coperta è diventata troppo corta, così il City ha detto sì ponendo come conditio sine qua non che l'Inter abbassasse le pretese dell'accordo già trovato per 30 milioni più bonus a 26 più bonus. Qui crede di farsi volpone Raiola: "Non vi preoccupate, ci penso io", avrà detto convinto di poter approfittare della fretta dell'Inter di cedere un giocatore ormai già emarginato dal gruppo come partente; e invece, il buon Mino da Nocera è arrivato a Milano e il suo pane e volpe appena mangiato gli è andato di traverso, come già accaduto al collega Caliendo. L'Inter non si fa uccellare, dice che i saldi sono per i negozi milanesi e non certo nella vetrina dei gioielli nerazzurra, e che se vogliono Balotelli pagano quanto stabilito e quanto richiesto, 30 più bonus per arrivare a 35. Altrimenti, vale lo stesso discorso di Maicon: cercatevene un altro se non puntate sul nostro.

Questi atteggiamenti da volponi da parte di questi ed altri agenti sono assolutamente da censurare, non le richieste, perché quelle fanno parte del gioco, e in situazioni come quella di Maicon-Caliendo sono più che legittime. Perché, dite voi? Ve lo spiego subito, tornando all'altra vicenda, la prima, quella che ha dato inizio a tutto, la questione Diego Milito. Nel momento più bello della storia dell'Inter, con la squadra che ha vinto tutto, due minuti dopo la vittoria della Champions l'amato e indiscusso Principe, ai microfoni Sky dice che 'ha tante offerte' e che 'per il futuro vedremo'. Ma come, Diego? Pensi ai soldi in un momento così, dopo una doppietta personale in finale di Champions? E allora è questo che mi fa imbestialire. Non perché sia Milito, campione stratosferico che probabilmente un aumento lo meritava per quanto fatto e per come gira la ruota al giorno d'oggi, ma perché a Milito è stato rinnovato il contratto con aumento di un milione e mezzo quando guadagnava poco meno di Maicon, e non gli si dice nulla, mentre quando è Maicon a chiedere un ritocco dello stesso livello, perché anche lui assoluto protagonista della stagione dei trionfi, tutti quanti ad insultarlo. La verità è che bisogna mettersi d'accordo una volta per tutte: trovo assurdo che dopo ogni vittoria si vada a bussare alla porta del padrone, e la cosa va assolutamente cambiata ma se lo fa uno, e viene accontentato, tutti coloro i quali sono palesemente stati contribuenti alla stessa maniera ai trionfi hanno il diritto di andare a chiedere lo stesso trattamento.

La faccia da angioletto di Milito non deve ingannare, non perché sia lui, ma perché in questo stanno sbagliando tutti. Ma il primo è stato l'amato Diego Alberto, non dimentichiamocelo. Nessuno gli dice niente però, tutti contro l'agente di Maicon soltanto perché chiede lo stesso trattamento ed ha la faccia antipatica. Non è per questo che bisogna stigmatizzare i volponi ragazzi, ma per il motivo illustrato prima. E stiamo attenti ai finti angioletti: poniamo dei limiti a questa situazione pessima, ma rendiamoci anche conto di chi inizia le danze e di quanto una faccia carina possa influire. Ciò non toglie che sosterrò e sosterremo sempre il magico Milito, ma purtroppo chi si comporta in un determinato modo deve essere ricordato per le sue azioni, magistrali in campo, un po' meno fuori. Allo stesso modo dei volponi che provano a ingannare le società nel modo, ma non nella questione per cui si muovono (almeno stavolta per Caliendo). Detto ciò, sottolineo: forza Maicon e forza Principe, ma con un po' più di stile. E diamoci tutti una calmata per tornare ad un calcio più sano...

Sezione: Editoriale / Data: Mer 11 agosto 2010 alle 15:00
Autore: Fabrizio Romano
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