Josè Mourinho, non ci lasciare. Questo non vuole essere un appello, una lettera o qualcosa di simile, ma un semplice sfogo passionale di un tifoso che raccoglie nella sua opinione quella di tanti altri cuori nerazzurri, oggi divisi in due parti. Felici, perché abbiamo già conquistato l'Italia; ansiosi, perchè si avvicina la notte più importante degli ultimi anni. Affacciato al balcone del nostro animo, quasi a guardarci da sopra con quell'aria di superiorità, c'è il signor Futuro, il Futuro di Josè Mourinho. Un alone di paura vige su tutti gli interisti. Le voci ci sono, le parole dei diretti interessati anche, adesso sappiamo che esiste la reale possibilità di perdere l'uomo che entrerà nella storia come uno dei più grandi della storia dell'FC Internazionale.

Fino ad oggi, noi interisti a questo possibile divorzio non ci abbiamo mai voluto pensare. Era come un pensiero, bruttissimo, inquietante, che si affacciava dalle nostre parti anche quando non lo vuoi. Volutamente non pronuncio la parola addio, perchè se anche succedesse, quello tra Josè e l'Inter non sarebbe un addio: già, perchè i colori nerazzurri resteranno nel cuore di quest'uomo che per la nostra squadra ha pianto, e perchè il volto, le lacrime di questa leggenda che viene da Setubàl rimarranno per sempre impressi negli interisti, quelli veri, quelli che domenica quando hanno visto Josè lacrimare come un bimbo di fronte ad un gelato che cade, si sono sentiti chiamati in causa. E' vero, bisognerebbe pensare a Madrid, c'è una finale che si avvicina, ma ragazzi, è più forte di noi: perdere quella persona che sembrava scesa dal cielo proprio per l'Inter sarebbe troppo, troppo brutto.

Josè incarna in sè lo spirito dell'interista vero. Fiero, ribelle, orgoglioso, risposta sempre pronta e ironia a portata di mano, come un signore vero. Lui, che avrebbe fatto impazzire l'Avvocato Prisco, e che avrebbe divertito da matti anche il nostro Giacinto Facchetti. Ed ora, questa ombra gigante del signor Futuro ci avvolge e ci spaventa: vogliono privarci del nostro condottiero. D'altronde, sappiamo come è fatto Mourinho, è un uomo moderno, uno che cerca sempre nuove sfide, uno che ha bisogno di carica dentro per vivere meglio fuori. L'Italia, questa Italia che ci logora da anni, lo ha stufato. Non ne può più, e noi lo capiamo benissimo: pensate che questo paese aveva fino a qualche mese fa (e c'è chi lo fa ancora) il coraggio di riconoscere l'abilità di quest'uomo soltanto come comunicatore, e non come tecnico. Roba da riempirli di dvd. Ma il popolo nerazzurro, adesso, a questi esterni non ci pensa nemmeno. L'unica cosa che conta nel rapporto tra Josè e l'Inter è provare a convincere quell'uomo dal capello brizzolato e dallo sguardo infuocato a restare con noi.

Non ci lasciare, Josè. Lo dico con il cuore, non con l'opportunismo. Ormai, la gente dell'Inter non riesce più a fare a meno di questa persona, perchè per noi non è un semplice allenatore. Lui, che non pensava di riuscire a trovare una tifoseria che lo prendesse più di quanto non abbia fatto quella di Londra, sponda Chelsea. E invece, si trova a piangere per delle persone che canterebbero il suo nome per un anno intero e, se glielo proponessero, organizzerebbero una colletta per pagargli lo stipendio. Infatti, quando parlano di contratto, di accordo o cose simili, ci resto un po' male: quello di Josè con noi interisti non è un rapporto basato su un pezzo di carta, su una firma, su clausole rescissorie o milioni di euro, no. Questo è un vero e proprio sentimento che un pallone ha fatto nascere. Un amore vero, sincero, che vorremmo potesse non finire mai. Sappiamo che l'incantesimo, caro Josè, prima o poi dovrà spezzarsi ma, detto con il cuore in mano, che accada il più tardi possibile. Vivere una finale di Champions con il signor Futuro che ci guarda e ci fa pensare che potresti lasciarci due giorni dopo sarà terribile.

Ma voglio concludere con poche parole. Se Josè dovesse partire, il nostro amore rimarrebbe lo stesso, così come il suo per noi, ne sono certo. Perchè la verità di fondo che unisce l'Inter a Mourinho è una, e possiamo riassumerla in una semplice frase: chi ama, non dimentica. E comunque finirà, noi, non ti dimenticheremo mai.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 18 maggio 2010 alle 10:21
Autore: Fabrizio Romano
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