Inutile nasconderlo, portare a casa la qualificazione dal Luzhniki è stato più facile del previsto. Merito di una prestazione convincente e del gol in apertura di Sneijder, che stravolge le strategia russe e agevola il compito della squadra di Mourinho. Una vittoria (1-0), la quinta consecutiva in ambito Champions, che nobilita l’ottimo quarto di finale disputato dall’Inter e aumenta le sue quotazioni in vista della semifinale. E poco importa se a San Siro si presenterà il Barcellona o l’Arsenal: quello che conta è che dopo 7 anni d’attesa ci sarà la squadra nerazzurra. Il vantaggio ottenuto nel match d’andata è prezioso ma esiguo, e Mourinho sceglie la strada della spregiudicatezza per impedire al Cska Mosca di prendere fiducia. Nasce così la stessa formazione dell’incontro di una settimana prima, opposta a un undici privo di Krasic e Aldonin, ma fiducioso nella stazza di Necid e nella creatività di Honda e Dzagoev.
Il tentativo da fuori area di Honda dopo appena 1 minuto (sinistro a lato) sembra il preambolo a un assalto all’arma bianca dei padroni di casa. Ma il timido entusiasmo dei primi minuti viene stroncato da Sneijder, che non solo è abile e arruolabile, ma spariglia il punteggio con una punizione da fuori area al 6’, sulla quale Akinfeev non fa proprio una grande figura (complice anche il salto in barriera di Honda, che lo sorprende). Ottenuto il vantaggio e più di un piede nelle semifinali, inizia un’altra partita: Slutsky sostituisce uno dei fratelli Berezutski e manda in campo l’esterno (più offensivo) Odiah, ma il primo bilancio parla solo di due punizioni velleitarie del giapponese di casa. Assai più pericoloso è invece Necid, generalmente ben contenuto da Lucio e Samuel, che però al 23’ sfiora il palo con un diagonale insidioso, che illude i 50 mila del Luzhniki. Servono 25 minuti al Cska per riorganizzarsi tatticamente, e l’atteggiamento dell’Inter ne favorisce la spinta offensiva.
I nerazzurri si limitano a contenere e ad addormentare il gioco una volta tornati in possesso di palla, ma soffrono soprattutto sulle fasce dove Gonzales e Odiah salgono che è un piacere. Mentre Slutsky continua imperterrito a dondolare seduto in panchina, Mourinho è tarantolato e urla indicazioni ai suoi. Sembra che siano i russi a condurre le danze, guardando i due allenatori. L’Inter non riesce a pungere in contropiede, sia a causa della scarsa vena di Pandev sia per l’andamento troppo lento delle ripartenze. Sneijder prova a riaccendere l’interruttore al 35’, ma Milito si lascia ingolosire da un dribbling di troppo e spara addosso ad Akinfeev. Nel finale Julio Cesar, per tutto il primo tempo praticamente inoperoso, veste la tutina di superman e vola sulla sua destra per toccare quanto basta un micidiale sinistro di Odiah, destinato a concludere la sua corsa rasoterra nell’angolo opposto. Deviazione impercettibile, ma decisiva per mantenere il vantaggio fino al termine del primo tempo.
Se negli spogliatoi, in un modo o nell’altro, Slutsky è riuscito a trasmettere un po’ di entusiasmo ai suoi, dopo 4’ della ripresa ci pensa Odiah a devastare il morale dei compagni, rimediando la seconda ammonizione e lasciandoli in dieci. Quanto basta per porre fine alle speranze di rimonta, già ridotte al lumicino, del Cska. Gonzales prova a infastidire due volte Julio Cesar, ma si tratta di casualità nel mare di possesso che i nerazzurri imbastiscono sin troppo facilmente. Sembra un’autentica esercitazione, il classico torello che esalta le doti di palleggio degli ospiti e vanifica il disperato pressing russo. Mourinho però non gradisce e, dopo aver sostituito Pandev con Chivu, chiede ai suoi giocatori di trovare il secondo gol. Da bravi soldati, i giocatori nerazzurri rispondono sì alle sollecitazioni provenienti dal loro generale e iniziano a bombardare la porta di Akinfeev, bravo a farsi trovare pronto sulle conclusioni, nell’ordine, di Sneijder, Stankovic, Milito (due volte, la seconda a tu per tu con l’estremo difensore), Zanetti. Fuori bersaglio, invece, il secondo tentativo dalla distanza di Stankovic.
Dieci minuti di tiro al bersaglio, come a San Siro, ma la porta russa non capitola una seconda volta. Nel frattempo, Milito va a sedersi in panchina e inizia la resurrezione anche europea di Balotelli (dentro anche Guilherme per Necid nel Cska Mosca) e si affievolisce anche la spinta nerazzurra, che accetta il patto di non belligeranza dell’avversario (infranto da qualche incursione interessante, soprattutto una punizione di Gonzales) e risparmia preziose energie che serviranno sabato prossimo all’Artemio Franchi di Firenze, dove bisognerà difendere il primo posto in Italia. Il minimo indispensabile per una delle prime quattro squadre d’Europa.
CSKA MOSCA-INTER 0-1
Marcatori: 6' Sneijder
CSKA MOSCA: 35 Akinfeev; 6 A. Berezutski, 24 V. Berezutski (14' 15 Odiah), 4 Ignashevich, 42 Schennikov; 2 Semberas, 11 Mamaev; 10 Dzagoev, 18 Honda (32' st 25 Rahimic), 13 Gonzalez; 89 Necid (26' st 20 Guilherme).
A disposizione: 1 Chepchugov, 14 Nababkin, 23 Piliev, 26 Oliseh.
Allenatore: Leonid Slutsky.
INTER: 12 Julio Cesar; 13 Maicon, 6 Lucio, 25 Samuel, 4 Zanetti; 5 Stankovic, 19 Cambiasso; 27 Pandev (18' st 26 Chivu), 10 Sneijder (41' st 11 Muntari), 9 Eto'o; 22 Milito (29' st 45 Balotelli).
A disposizione: 21 Orlandoni, 2 Cordoba, 7 Quaresma, 23 Materazzi.
Allenatore: José Mourinho.
Arbitro: Stephane Lannoy (Francia)
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