Era il lontano gennaio del 2000, quando su segnalazione del leggendario Antonio Valentìn Angelillo l'Inter per 7 miliardi di lire strappò al San Lorenzo Ivan Ramiro Cordoba, difensore colombiano che arrivò tra lo scetticismo generale ma che ancora oggi, a distanza di 10 anni, risulta un uomo cardine assolutamente fondamentale per gli equilibri nerazzurri, sia in campo che dello spogliatoio. Già, ormai sono passate ben dieci lunghe stagioni, dove Cordoba è sempre stato un titolare irremovibile dello scacchiere nerazzurro, fino a quest'estate quando la società di Corso Vittorio Emanuele, su precisa richiesta di Josè Mourinho, è andata alla ricerca di un centrale più capace di impostare la manovra e tenere alta la difesa di quanto non lo sia Ivan, più abile nel lavoro di copertura essenziale. E' arrivato, dunque, il brasiliano Lucio, al quale è stato affiancato Walter Samuel, altra colonna importantissima, e così in panchina dopo 9 anni ci è finito proprio lui, Cordoba. Poi, d'improvviso un infortunio blocca, come ormai accade purtroppo periodicamente ogni anno, il Muro argentino, e così a sostituire Samuel è stato lui, Ivan Cordoba, e si è dimostrato ancora una volta difensore di affidabilità rarissima.
In poche gare, la fiducia nei suoi confronti è tornata totale, tanto da tornare sulle pagine dei giornali che lo hanno osannato, ma hanno anche provveduto a creare scompiglio nella sua testa rendendo noto l'interesse di Roberto Mancini nei confronti di Cordoba per il Manchester City, nuovo club dove allena il Mancio. Insomma, c'era già chi parlava di cessione scontata, in quanto Ivan è ormai relegato puntualmente in panca all'Inter e così sarà anche quando Samuel tornerà, ma anche lo stesso Mancini ha ammesso che c'è ben poco da fare: Ivan Ramiro Cordoba non si muoverà dall'Inter. "Il colombiano è troppo legato ai colori nerazzurri", ha spiegato l'allenatore di Jesi, ed ha colto in pieno il tutto: il difensore è totalmente fondamentale nei meccanismi nerazzurri. Per quanto riguarda la parte del calcio giocato, Cordoba è una vera e propria garanzia: quando lo chiami in causa è sempre pronto, brillantissimo e non si lamenta davvero mai, ed un difensore così serve tantissimo quando hai in rosa gente come Samuel o Chivu che non ti assicura una continuità fisica per un intero anno. Per quanto concerne, invece, la parte caratteriale e distaccata dalle prestazioni sportive, beh lì Ivan è ancor più fondamentale: è il vicecapitano, vive l'ambiente nerazzurro in ogni sua minima particolarità da 10 anni, è stimato e rispettato da tutti, nello spogliatoio ha un peso enorme ed è paradigma per tutti i giovani difensori che arrivano dalle parti della prima squadra.
Insomma, la conclusione a cui si giunge è una: Cordoba non va assolutamente ceduto, cosa che al 99.9% non accadrà (lasciamo uno spiraglio perchè in sede di mercato, ormai lo sappiamo bene, può accadere di tutto), e va anzi elogiato ogni giorno che passa. Perchè difensori ed uomini come Ivan, al giorno d'oggi, è difficilissimo trovarne...
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