Dalle colonne del Corriere della Sera, a firma di Fabio Monti - giornalista vicinissimo alle vicende della famiglia Moratti - arriva un altro punto di vista dell'esonero di Andrea Stramaccioni, totalmente differente da quello comparso sulla Gazzetta dello Sport e firmato da Luigi Garlando.

"Gli esoneri non vengono mai per caso - si legge -. Andrea Stramaccioni non potrà mai negare che è difficile riconfermare chi ha guidato l'Inter, dopoché ha perso 16 partite su 38 in campionato; è arrivata al nono posto (peggior piazzamento dell'era Moratti), finendo la stagione fuori dall'Europa (non succedeva dal 1998-99). Ha incassato 57 gol, ed è uscita dall'Europa League negli ottavi".

"Stramaccioni si sente tradito da tutti, presidente, direttori, medico, giocatori. Che ci fossero conflittualità e notevole disordine lo si era scritto più volte. Ma che lui si senta un agnello in mezzo ai lupi appare quantomeno fuori luogo. In fatto di esoneri, Stramaccioni se ne intende, visto che era stato lui a giugno 2012 a chiedere l'allontanamento di Andrea Butti (team manager dai tempi di Mancini, stimato da Mourinho, dalla Uefa e dalla Fifa). Anche Pazzini sarebbe stato volentieri all'Inter, ma anche lui è stato costretto a cambiare aria, perché l'allenatore assunto da due ore aveva già spiegato di voler puntare su Milito e di voler affiancargli un altro tipo di giocatore. Sarebbe stato facile immaginare che, al netto dell'infortunio gravissimo, il Principe non avrebbe potuto giocare tutte le partite. Se poi uno sceglie Cassano non deve stupirsi se la storia finisce fra insulti e mani in faccia".

"Capitolo Sneijder. Stramaccioni, dopo il 3-1 alla Juve, ha ritenuto che l'olandese potesse essere una turbativa e ha benedetto la cessione per i comportamenti e la scarsa voglia di allenarsi. Al resto ha provveduto Branca che con l'intervento a Sky ha fatto perdere un po' di milioni a Moratti. Ma questi sono gli uomini dell'Inter", si legge.

"Il tecnico che ha accettato l'incarico sulla panchina dell'Inter, dovrebbe spiegare se è colpa dei direttori, del medico o di Moratti se ha perso due volte con il Siena, la prima con la squadra al completo. Se era un'Inter presentabile uscita tra gli sfottò a Firenze. Se è regolare far giocare Samuel centravanti, se è giusto cambiare in continuazione sistema di gioco, se è giusto impiegare un tempo nel derby per arrivare a dei ritocchi tattici, se è stata una grande idea insistere per arrivare a Schelotto. E ancora: se pensa di aver allenato bene la squadra oppure se gli infortuni non siano stati la conseguenza di sedute di vuoto, come certificato da chi ad Appiano c'è stato e ha visto il tipo di preparazione. Non essendo in grado di correre al ritmo degli avversari, i giocatori hanno continuato a subire infortuni muscolari".

Infine: "Dire che ha dovuto allenare poco la squadra per colpa di altri significa possedere poca personalità. D'altronde è stato Stramaccioni ad affidarsi agli argentini. L'allenatore era lui e lui avrebbe dovuto assumersi le responsabilità, soprattutto quando si era capito che la situazione si stava facendo complicata. In ogni caso, Stramaccioni dovrebbe sapere che di fronte a una situazione insostenibile, esiste l'istituto delle dimissioni. Ma i soldi di Moratti fanno comodo anche agli allenatori rampanti. E incompresi", conclude Monti.

Sezione: In Primo Piano / Data: Mar 28 maggio 2013 alle 11:20
Autore: Mario Garau / Twitter: @MarioGarau
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