Comprare dal Sud America è sempre stata una prerogativa dell'Inter, ma in questi ultimi anni è diventato molto più complicato portare via talenti da quei Paesi. Le contingenze economiche avverse non aiutano, ma qualche ottimo affare si può sempre fare, come testimonia l'arrivo di Rubén Botta. Di mercato sudamericano in chiave Inter, ma non solo, ne abbiamo parlato in esclusiva con Daniele Adani, attualmente commentatore per SkySport, ex difensore nerazzurro e grandissimo esperto di calcio del 'Nuovo mondo'.
Adani, Branca e Ausilio continuano a setacciare il mercato sudamericano. Partiamo da Gino Peruzzi: cosa puoi dirci? Sarebbe un acquisto azzeccato?
“E' cresciuto molto. Già nelle stagioni passate aveva fatto bene, ma nessuno lo aveva notato e sono rimasto sorpreso: un '92 che gioca con regolarità andrebbe tenuto in grande considerazione. Ed è migliorato, può essere già affidabile per la Serie A. Ha caratteristiche europee: forte fisicamente e attento a livello tattico, cosa non comune in Sud America. Spinge molto, a volte ha giocato anche davanti al terzino proprio perché ha questa predisposizione alla sovrapposizione. Può far parte certamente di una rosa di una grande squadra”.
Paradossalmente, potrebbe essere più facile arrivare all'Inter in una fase come questa di ripartenza, di ricostruzione?
“Può essere una lettura corretta. Ma potrebbe anche accadere il contrario, ovvero che poi subentri nei tifosi la frustrazione perché non si vince e di conseguenza viene a mancare la pazienza necessaria per un nuovo acquisto. Però ripeto: credo che possa essere anche un titolare dell'Inter che verrà, non ho dubbi”.
Si sta parlando anche di Fernando del Gremio: lo vedresti subito titolare in un eventuale centrocampo a tre?
“Secondo me Fernando è fortissimo. Rispetto a Paulinho, che ha caratteristiche più d'inserimento, da uomo in più in area, lui ha intensità nel recupero palla, presenza fisica in mezzo al campo e calcia le punizioni. E' un giocatore giovane, ma è già un nazionale fisso. Interditore con ottimi piedi: possiede entrambe le fasi di gioco. E' completo”.
Il problema potrebbe essere proprio questo: nonostante i 21 anni, è già affermato...
“E' vero. A dire la verità si è già in ritardo. E' titolare da un po' e anche contro l'Italia in amichevole ha dimostrato che potrà fare 10 anni importanti in Europa. Centrocampisti di quel livello ce ne sono pochi in giro, la generazione lì in Brasile comincia a cambiare, tanto che in quel ruolo non è stato convocato Ramires. Lui è un '92: se gli vai addosso, non aspettare che valga 30 milioni! Prendilo subito. Poi Fernando può giocare mediano puro o anche a due. Dovesse arrivare, prenderebbe il posto di Gargano e ti consentirebbe anche un primo palleggio migliore a inizio azione”.
Spostandoci sulla trequarti, il grosso rammarico è per l'infortunio di Rubén Botta.
“Lui se si mette a posto può fare benissimo. Ho sentito dire che il salto Tigre-Inter potrebbe rivelarsi eccessivo, ma dico che era in una fase magica della sua carriera, reggeva lui la squadra. La grande crescita c'è stata proprio nell'ultimo anno: non è solo qualità, è costante, sempre determinante. Adesso dobbiamo vedere come si riprenderà dall'infortunio, ma a parametro zero è stato davvero un gran colpo”.
E Alvarez, in quel ruolo, potrà essere un valore aggiunto per il prossimo anno dopo quello che sta dimostrando in questa coda finale di campionato?
“Alvarez è uno dei giocatori più forti che ha l'Inter. L'ho sempre detto. Perdendo Sneijder e Coutinho, non c'è tanta qualità, visto anche che Guarin prende delle pause. Ricardo ha fatto 5 gol negli ultimi mesi. E poi ha personalità: commentavo Inter-Atalanta e, mentre tutti lo fischiavano, lui continuava a prender palla e calciare in porta. Ha talento e qualità. Purtroppo, se arrivi per 12 milioni la gente non ti giustifica il minimo errore. Stesso discorso per Pereria: ormai se vai oltre a livello economico e sbagli, te la fan pagare”.
Sappiamo che hai una predilezione per Markovic: credi sia un affare ancora possibile?
“Sul valore del giocatore non ci sono dubbi. Un '94 così determinante non si trova facilmente. Deve trovare i tempi di gioco, ma le doti naturali sono elevatissime per l'età che ha. E non sai dove può arrivare. E dico che c'è margine se la cosa non è stata già chiusa con Abramovich. Anche perché il Chelsea ne ha tanti di trequartisti, cinque o sei. Tra cui quattro titolari (Mata, Hazard, Oscar e Moses) più Marin e Benayoun. Per me Markovic al Chelsea avrebbe gli spazi chiusi e l'Inter può lavorare su questo aspetto. Inoltre, magari poi Mourinho ti dà una mano...”.
In generale, come valuti il mercato dell'Inter che si va configurando?
“Mi sembra che l'Inter stia cercando giocatori utili e mi piace come si sta muovendo, anche per il rapporto qualità-prezzo. Abbiamo detto di Botta, ma anche Icardi, Campagnaro e gli altri sono acquisti intelligenti, funzionali”.
Infine, il tema della panchina. Stramaccioni sarà confermato?
“Su Stramaccioni, la domanda corretta che deve porsi Moratti è la seguente: Stramaccioni mi valorizza la squadra che gli do? Perché non basta la conferma per gli alibi degli infortuni. Sarebbe come dire: lo confermo perché non posso mandarlo via. Al contrario, lo devi confermare perché ha dei meriti, indipendentemente dagli infortuni. Però finora quello che viene fuori è: lo si tiene perché è stato sfortunato, perché non ha potuto allenare una squadra sana. Ma, per come la vedo io, non è il motivo giusto per tenere un allenatore. Il motivo giusto è perché è bravo e perché ci credo. Poi il gioco dei nomi, con tanti allenatori che cambiano panchina in questo periodo della stagione, ci sta. Ma dalla società deve venire fuori il discorso della qualità di Stramaccioni e non dell'alibi”.
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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