HANDANOVIC 5 – Solitamente è un pezzo di ghiaccio quando scende in campo, ma ultimamente non è più lui. Saranno state le voci di mercato a disturbarlo, fatto sta che l’errore sul primo gol è da mani nei capelli, seppur in dolce compagnia con Ranocchia e Juan Jesus.
JONATHAN 6 – Inizia bene, si propone con una certa frequenza poi deve alzare bandiera bianca. Anche lui, finora salvo dagli infortuni (DAL 31' BENASSI 5,5 – Costretto a giocare da terzino, si vede che non è il suo pane. Non si propone praticamente mai, per sua fortuna la Lazio da quella parte, con Lulic, spinge poco)
RANOCCHIA 5 – Pasticcia con Handanovic e Juan sul primo gol, si perde Floccari e lo atterra provocando il rigore del 2-1. Non può essere questo il vero Ranocchia, ma le condizioni fisiche non giustificano all’infinito. (DAL 53' PASA 6 – Esordio positivo, se la cava con ordine e dimostra di essere abile e arruolabile. A Genova toccherà probabilmente a lui)
JUAN JESUS 4,5 – Serata molto negativa, ancora una volta. Periodo nero per la difesa dell’Inter, periodo buio anche per il brasiliano, che ha perso la sicurezza di qualche mese fa e sta palesando tutti i suoi limiti. La Lazio va in vantaggio soprattutto a causa di una sua lettura sbagliata.
PEREIRA 5,5 – Corre e usa i muscoli quando serve, inoltre mette in mezzo il pallone che Alvarez trasforma nell’1-1. Però manca nei momenti in cui dalla sua zona servirebbe maggiore assistenza a un Guarin ispirato.
KUZMANOVIC 5,5 – Parte in mezzo, poi si allarga. Non riesce però mai a imporre il suo fisico a causa di una mobilità piuttosto scarsa. Ancora si fatica a capire come impiegarlo, perché un ruolo ideale non sembra ancora averlo. (DALL'80' GARRITANO SV)
CAMBIASSO 6 – Se la Lazio corre in contropiede e crea più di un pericolo è anche a causa del suo forfait in fase di contenimento. Il Cuchu si fa apprezzare soprattutto in fase propositiva, Marchetti deve superarsi per togliergli la gioia del gol..
KOVACIC 7 – Che abbia conquistato il pubblico del Meazza ormai è un dato di fatto. Tocca un’infinità di palloni e cerca di servirli in modo intelligente ai compagni. Ma conferma di avere anche la tendenza a relazioni intime fugaci con il pallone, talmente passionali da portarlo a disfarsene in ritardo. Un difetto che verrà corretto.
GUARIN 6 – Primo tempo incolore, ripresa da leader. È lui a trascinare la squadra quando serve una reazione rabbiosa. Trascorre molto del suo tempo sulla sinistra e cerca spesso la conclusione dalla distanza, sfiorando la rete per una questione di centimetri. Con il suo movimento a rientrare dopo la finta costringe Cana al rigore che riaccende per pochi secondi le speranze nerazzurre. Ma bisogna fare meglio.
ALVAREZ 5,5 – Il gol di testa rende merito alla sua caparbietà e lo riscatta dalla pessima palla persa con cui stava mandando in gol Candreva. Nella ripresa qualche discesa interessante, palloni scodellati in mezzo ma anche lo scivolone dal dischetto che costa l’ennesima sconfitta all’Inter. Nessuna croce addosso, ma stavolta non convince.
ROCCHI 5,5 – Sperava di fare meglio contro gli ex compagni e soprattutto contro l’allenatore che in lui ha creduto poco. Alla fine, dopo tanta lotta, Marchetti gli nega la palla gol più pulita. Ma il tutto avviene a giochi ormai stra-fatti.
ALL. STRAMACCIONI 5 – Dovrebbe chiedere ai suoi giocatori per quale motivo continuino a commettere errori individuali da principianti. Il vantaggio della Lazio nasce da un suicidio collettivo della difesa, il reparto che lo sta facendo dannare persino più dell’attacco. Perde Jonathan ma non inserisce Schelotto, chissà perché. Entra suo malgrado nella storia moderna dell’Inter: dopo 14 anni è il primo allenatore che non centra l’Europa. Ma con una lista infortunati così lunga ogni critica personale perde valore…
LAZIO: Marchetti 7, Konko 5,5, Dias 6, Radu 6, Lulic 5,5; Candreva 6,5, Ledesma 6 (dal 59' Onazi 7), Hernanes 6,5, Cana 5,5; Floccari 6 (dal 59' Gonzalez 6), Klose 6. All. Petkovic 6,5
ARBITRO: BERGONZI 6,5 – Sacrosanto il rigore fischiato contro Ranocchia (che meritava forse il rosso da ultimo uomo), così come quello concesso a Guarin. Qualche dubbio legittimo sul braccio di Cana che devia un tiro ravvicinato di Rocchi. Il difensore ha il braccio distante dal tronco. Il resto è normale amministrazione.
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